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Gianpaolo Fiorentini

L'Io deferito.Poesie.

Cultura Duemila Editrice, Ragusa, 1988.

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1.

 

Nasco e nasce una contraddizione,
muoio e nasce una dispersione.
Due poli concordi e discordi come due giovani uccelli
giocosi e rissosi su un unico ramo, mi fecero.
Scoccò la scintilla, in giostra la doppia elica era
felice.

L'interfaccia fu messo, il logos poté scorrere
e parlarsi attraverso l'abisso:
"Oh vieni qui, oh vieni qui. Non posso".

 

 

* * *

 

 

13.

 

Mi scoprivo a pensarci
automi umani cui pervenne corrente,
i comandamenti interiori ci tirano i fili,
la moda ci veste.

Così vissi a Buenos Aires un mese intossicato,
io li vedevo tutti agitati da un demone,
e su di me rivolgevo la medesima lente
ma il demone che m'ha io non l'ho visto.

 

 

* * *

 

 

21.

 

Le parole di un libro di Bradbury
la musica di Bach
il vento che sposta il cartone
il telefono squilla
il mio corpo sudato
la memoria insonne di te

e tremo sempre al tuo nome
che sempre mi riempie.

 


 

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