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Silvana Capogno

Yantra. Simbolo Tantrico dell'Unità Cosmica.

Libreria Editrice Psiche, Torino, 2000.

Pp. 40, 12,00 euro.

Compresa piastra incisa in metallo

ISBN 88-85142-56-7

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Indice

 

Introduzione

Concetto di yantra

Tipologia e varietà dello tantra

La grammatica dello yantra

La funzione dello yantra

Il Mantra

Grammatica Yantra

Glossario

Bibliografia

 


 

Introduzione

Nella Brhadaranyaka Upanishad c'è la metafora di un ragno posto al centro della sua ragnatela, mentre i suoi fili escono e rientrano formando cerchi concentrici, che partono tutti da un unico punto. Questa immagine appare in numerose Upanishad fin da quando il punto è stato considerato la base della visione del mondo indù: l'unità nelle diversità.

I fili della ragnatela si espandono simmetricamente in una circonferenza visibile e, sebbene siano linee divergenti nel mezzo e aperti a diverse e variabili distanze, possono tutti essere tracciati all'indietro fino al punto centrale della ragnatela.

Questa metafora apparentemente semplice, condensa l'essenza del pensiero indiano: tutta l'esistenza è governata da un unico principio, il punto d'origine della Suprema Coscienza che è allo stesso tempo un'infinita riserva di energia collettiva, da cui ogni cosa nasce ed in cui ogni cosa ritorna.

Questo principio o centro è l'Uno, il "potenziale tutto", che non ha solo funzione di ponte fra l'essere umano (microcosmo) e la divinità (macrocosmo), ma è l'Unità Cosmica inerente a tutte le diversità fisiche del mondo.

La metafora allude anche alla visione indiana della struttura del cosmo, immaginato come un holon (un tutto perfetto) o "universo chiuso", in cui tutti gli elementi esistenti espandono la loro intrinseca natura partendo dal centro, e vengono regolarmente riassorbiti alla fine di ogni manvantara o cielo cosmico.

L'espansione può essere atomica o infinita; qualsiasi cosa accada alla loro magnitudine, le espansioni e le contrazioni sono interconnesse e integrate in quella "cornice universale" sostenuta dal centro.

Allo stesso modo, nello spazio limitato di uno yantra, la posizione più significativa è detenuta dal punto centrale.

Il punto, chiamato bíndu nella filosofia Tantra, è sempre al centro dello yantra, inteso come centro di espansione e contrazione; l'intero modulo è quindi una proiezione intorno a questo centro. Il punto rappresenta l'Uno, l'Origine, il principio della manifestazione ed emanazione del mondo fenomenico.

Il Punto reale non ha magnitudine, o energia intrinseca, poiché è posto al di là dell'immaginazione più astratta, ma dovendolo considerare nella sua dimensione concreta, gli si attribuisce la più piccola quantità di magnitudine concepibile, da cui cominciare a muovere i primi passi verso la visione del piano astratto, la dimensione senza forma.

 

CONCETTO DI YANTRA

La parola sanscrita yantra deriva dalla radice yam che significa sostenere, contenere o supportare l'energia inerente ad un particolare elemento, oggetto o concetto. In uno dei suoi primi significati, yantra fu riferito ad ogni genere di congegno meccanico fornito in aiuto ad un'impresa. Si può quindi affermare che yantra era definito ogni tipo di strumento specialistico usato in architettura, astronomia, alchimia, chimica, guerra, ricreazione, ecc... I vasti osservatori costruiti a Delhi e a Jaipur sotto il patrocinio di Jai Singh fra il 1686 e il 1734, furono chiamati Jantar-Mantar, poiché le loro massicce strutture sono strumenti astronomici (yantra) per la registrazione dei fenomeni celesti.

Quando la radice yam è usata nel suo significato più mistico, poiché Yama è il Dio della morte, e trana (da cui la sillaba tra) è in sanscrito il potere di dare o ricevere libertà, allora yantra è ciò che dà liberazione dalla stretta della morte o dal ciclo delle rinascite, dando così il moksha, o liberazione finale; questo genere di yantra diventa così un simbolo sacro.

I simboli sono precisi e cristallizzati mezzi di espressione, corrispondenti in essenza alla vita interiore, che è intensiva e qualitativa, in opposizione al mondo esterno estensivo e quantitativo. Nel simbolo il particolare rappresenta l'universale come un'immagine creativa sull'imperscrutabile e questo fa dello yantra un riflesso della divinità. Diventando lo yantra un simbolo, esso diventa ogni simbolo ed ogni simbolo diventa uno yantra.

Come strumento di meditazione, lo yantra ha la funzione di ritirare la coscienza dalle impressioni del mondo esterno e dirigerla verso il mondo interiore, aiuta il sadhaka (discepolo) ad andare al di là della normale comprensione della mente verso un altro più profondo stato della coscienza conosciuto come turiya.

 


 

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