Swami Ishananda Saraswati
Yoga Integrale in Campo Sociale. Teoria e prassi di intervento nella riabilitazione dalle dipendenze.
Primo volume
Libreria Editrice Psiche, Torino, 2004.
Pp. 132, 10,00 euro.
ISBN 88-85142-70-2
1°- Significato, origine e branche dello Yoga
Applicazioni specifiche delle pratiche yogiche
2°-Le sostanze psicoattive
Sostanze psicoattive maggiormente usate
Ipotesi sulle possibili cause della dipendenza
Conseguenze sull’uso prolungato di sostanze psicoattive
3° - Il punto di vista yogico
Risveglio spirituale e droga
Confronto tra sentiero mistico e reazioni schizofreniche
Esperienze che si verificano nelle "Peak experiences"
4°- Riabilitazione e yoga
Pratiche di yoga utili nel percorso riabilitativo
Caratteristiche di Ida e di Pingala
Attività del sistema nervoso autonomo
5° - Musica, mantra e kirtan
Yoga, tema astrologico e dipendenza
6°- Esperienze pratiche
7°- Qualità di un insegnante di yoga
Decalogo di un buon Insegnante di Yoga
Vetero e neo paradigma
Glossario
Bibliografia
Il presente testo, parte di una collana intitolata "Yoga Integrale in campo sociale", è frutto delle esperienze pluriennali conseguite da Swami Ishananda Saraswati, durante i corsi di Yoga da lei condotti presso Centri Socio - Terapeutici che ospitano persone fisicamente, mentalmente e psichicamente disabili, Comunità e Cliniche per pazienti psichiatrici, Associazioni di sostegno ed aiuto a persone in situazione di disagio e malattia, Comunità per il Recupero dalle Alcol -Tossicodipendenze Istituti Penitenziari e Scuole Pubbliche di ogni ordine e grado.
E’ stato scritto con lo scopo di aiutare gli Insegnanti di Yoga, ai quali viene richiesto, sempre più frequentemente, di operare in collaborazione con le strutture sociali che ospitano persone soggette alla dipendenza dall’alcol o da sostanze psicoattive.
Contiene dati informativi sulla disciplina dello Yoga, le sue origini e branche principali, illustra le differenti e specifiche applicazioni che le pratiche yogiche trovano all’interno di vari settori sociali. Riporta informazioni a carattere generale sulle sostanze psicoattive e alcune riflessioni personali dell’autrice. Definisce l’approccio yogico al problema "dipendenza" descrivendo le pratiche che si sono rivelate più adatte come supporto agli interventi riabilitativi tradizionali ed è corredato da un piccolo glossario per favorire la comprensione dei termini sanscriti.
Swami Ishananda Saraswati (Valeria Ghilardi), è discepola di Paramahamsa Satyananda dal 1982; ha conseguito la sua formazione di insegnante di yoga presso la Bihar School of Yoga (Munger, India) e la R.Y.E. - Récherche Yoga dans l’Education - (Parigi), partecipando successivamente a numerosi corsi di approfondimento e specializzazione condotti da importanti esponenti dello Yoga in India e in Europa. E’ docente responsabile dei Corsi di "Formazione per Insegnanti di Yoga - Metodo Satyananda – Bihar Yoga" organizzati dalla Scuola Kalpa Vriksha Satyananda da lei fondata con lo scopo di trasmettere la scienza dello Yoga Integrale secondo il sistema sviluppato ed esposto da Paramahamsa Satyananda.
Il Metodo Satyananda o Bihar Yoga è stato diffuso da Paramahamsa Satyananda, nell’arco di oltre 30 anni, in modo capillare, in tutto il mondo. Grazie alla semplicità delle sue pratiche, adeguate e rispondenti alle esigenze dell’uomo di oggi, alla fedeltà assoluta che ha mantenuto rispetto alla tradizione spirituale a cui appartiene e all’integrazione con ricerche e metodologie scientifiche, la Bihar Yoga Bharati, l’Università dello Yoga fondata dal suo successore, Paramahamsa Niranjanananda, ha ricevuto, nel 2000, il riconoscimento e l’accreditamento da parte del Governo Indiano. La Bihar Yoga Bharati è l’unica Facoltà Universitaria di Studi Yogici esistente al mondo e, recentemente, ha avviato Corsi di Laurea Breve in Filosofia Yogica, Psicologia Yogica e Applicazioni della Scienza Yogica in Australia, Stati Uniti e America del Sud.
C’è un angolo di Piemonte, a Piossasco, in cui è possibile scoprire, amorevolmente accolto e messo a dimora, un frammento di India, dell’India più antica e nobile, e viva: quella della Bhagavad Gita "l’opera più istruttiva e sublime che esista al mondo" (Schopenhauer), che insegna Yoga, l’arte dell’azione disinteressata, propria di colui che "avendo abbandonato il frutto dell’azione…gode del bene di tutte le creature" (V, 12, 25).
In quel luogo può capitare di assistere a suggestivi eventi, ricchi di spiritualità e, perché no, di colore: per esempio a una Puja, officiata da una bella figura di Sannyasin, o asceta secolare; oppure partecipare annualmente alle celebrazione del Gurupurnima, in ricordo di tutti i santi uomini di ogni tradizione spirituale che hanno contribuito ad elevare le coscienze; oppure ancora, con più frequenza, ascoltare – o recitare e cantare – suggestivi e toccanti Mantra e Kirtan.
Ma, più importante ancora, in quell’angolo di Piemonte, nella scuola Kalpa Vriksha Satyananda, è possibile imparare - e imparare a insegnare - seguendo la parola di un Maestro lontano eppure molto presente, pratiche che istruiscono sul modo di prendersi cura di se stessi e di conoscersi – ciò che a mio parere costituisce l’essenza profonda dello Yoga.
Quella scuola è animata da Swami Ishananda Saraswati, l’autrice di questo libro in cui si tratta del modo di aiutare persone in difficoltà, aiutarle ad aiutarsi, educandole a valersi delle pratiche che lo Yoga mette loro a disposizione per uscire dal tunnel del loro disagio.
Forse a un ascolto superficiale le indicazioni e i suggerimenti che Swami Ishananda offre ad allievi e insegnanti possono apparire esotici ed estranei al nostro modo di pensare. Ma un orecchio più attento vi avvertirà l’eco di una cultura più profondamente e ancestralmente nostra. Nostra di occidentali, oggi orgogliosi, da Cartesio in qua, della nostra "raison raisonnante" e astratta, ma le cui radici sono probabilmente le stesse da cui germinò lo yoga. Come ha osservato un saggio occidentale, Michel Foucault (L’ermeneutica del soggetto, Feltrinelli 2003), è nel nostro DNA culturale il precetto di aver cura di se stessi e quello subordinato di imparare a conoscersi: "medico, curati da te" e "conosci te stesso" ammonivano Socrate e poi i filosofi ellenisti. E questo è yoga, così come è yoga, per la cultura antica, curare se stessi ed anche aver cura degli altri, perché lo yoga di per sé apre all’altro e l’esempio della pratica yogica è un franco invito, una parresia fatta di gestualità anziché di parole, a trovare in se stessi le motivazioni e la forza della propria guarigione. Ed è perciò che, del tutto naturalmente, a fianco della scuola Kalpa Vriksha Satyananda sorga ed operi il Loto Blu, associazione per il volontariato sociale, e presso la scuola sia attiva la raccolta di aiuti per Shivananda Math, l’opera benefattrice fondata in India da quel lontano Maestro.
Il quale rivolgendosi agli insegnanti di yoga ebbe a dir loro già anni fa, parole che oggi, in questi tempi calamitosi per il mondo intero, mi appaiono intimamente e drammaticamente vere: "L’umanità è ora giunta a una svolta e l’uomo deve decidere cosa fare. Sono stati fatti preparativi per il disastro e anche per sua autoevoluzione…. Oggi l’uomo necessita veramente della scienza dello yoga per essere aiutato e stare al passo con la grande velocità dell’evoluzione" (Paramahamsa Satyananda Saraswati, 1981).
Giuliano Martignetti
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