Omar Ali-Shah
La Via del Cercatore. Lezioni di un Maestro Sufi contemporaneo ai suoi allievi.
Titolo originale: The Course of the Seeker (Omar Ali-Shah, Londra, 1984).
Premessa di Augy Hayter.
Trad. it. redazionale.
Libreria Editrice Psiche, Torino, 2001.
Pp. 248, 16,00 euro.
ISBN 88-85142-57-5
Premessa del curatore dell'edizione inglese
Introduzione
Introduzione all'edizione italiana
Per coloro che vorrebbero mettere in pratica questa filosofia.
1. Rispondere alle domande sulla tradizione
2. L’applicazione delle tecniche e della teoria
3. Intenzione e gratitudine
4. I gruppi e la loro funzione
5. Problemi e soluzioni
6. La realtà oggettiva e soggettiva e l'arte
7. Spiritualità reale e fittizia
8. I diversi livelli della spiritualità e dell'intenzione
9. La spiritualità come esigenza fondamentale
10. Pensiero preciso e pensiero impreciso
11. Garantire la continuità dell'insegnamento
12. Il condizionamento
13. Comprendere la spiritualità nella tradizione
14. Integrare la tradizione nel mondo contemporaneo
15. La necessità della disciplina
16. Armonia e disarmonia
17. Positività contro negatività
18. L'uso dei testi della tradizione
19. Servirsi dell'insegnante
20. Compassione per se stessi e confusione indotta
21. L’amore come strumento di insegnamento
22. Aspetti futuri della tradizione
23. Contatto e comunicazione
Note
Bibliografia
PER COLORO CHE VORREBBERO METTERE IN PRATICA QUESTA FILOSOFIA
La Tradizione sufi non conosce frontiere. È una tradizione che esiste nei cuori e nelle menti degli uomini sin dai primordi della civiltà orientale.
A causa del suo “background” orientale, alcuni l'hanno considerata solo come un'ennesima setta orientale.
Ma il sufismo non è né una setta né una religione; è una filosofia pratica basata su tecniche sperimentate e collaudate. La storia ha dimostrato che essa è facilmente assimilabile dalla cultura occidentale perché le sue verità fondamentali sono universalmente riconosciute e solo le tecniche differiscono. Ma questa differenza di tecniche è realmente uno svantaggio?
La risposta è no, perché le tecniche usate dai maestri sufi in Occidente non richiedono attività incompatibili con la vita occidentale.
Per lavorare nella Tradizione sufi in Occidente, l’individuo deve assumere un impegno con se stesso; deve assumersi la responsabilità dei suoi pensieri e delle sue azioni in un modo molto più profondo di quanto non gli sia mai stato insegnato prima.
Questo non implica che debba respingere o disprezzare i valori o gli atteggiamenti occidentali, poiché molti di essi sono utili e validi. Significa piuttosto che un allievo sulla via sufi deve svilupparsi e mettersi a confronto con nuovi e diversi punti di riferimento con i quali misurare se stesso, gli altri, e, gradatamente, la sua consapevolezza di Dio.
I Sufi dicono che colui che percorre questo cammino deve essere "nel mondo ma non del mondo". Questo non significa essere "estranei al mondo". Essere fuori del mondo nella nostra epoca vuol dire essere emarginati e non andare al passo coi tempi; l'emarginato finisce per non sopportare neanche l'impegno di un lavoro.
La Tradizione sufi conduce l'uomo verso la realizzazione di sé, e, si spera, verso una comprensione più profonda del suo rapporto con Dio e del modo di accostarsi a Lui. Se tu, lettore, pensi di poter seguire questa via, sii il benvenuto.
Sayed Omar Ali-Shah
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