Osho Rajneesh
Discorsi di Bhagwan Shree Rajneesh. Amore, scienza e meditazione.
«Rajneesh» n. 14, agosto-ottobre 1984
Libreria Editrice Psiche, Torino.
Pp. 48, 6,20 euro.
ISBN 88-85142-11-7
Da: La via verso la beatitudine
Domanda:
Perché l'amore fa soffrire tanto?
Bhagwan: Latifa, l'amore fa soffrire perché crea la via verso la beatitudine. L'amore fa soffrire perché trasforma; l'amore è mutazione. Ogni trasformazione è inevitabilmente dolorosa perché il vecchio deve essere abbandonato a favore del nuovo. Il vecchio è familiare, sicuro, certo; il nuovo è assolutamente sconosciuto. Ti troverai a muoverti in un oceano completamente sconosciuto. Con la novità non puoi usare la mente; con il vecchio la mente è esperta. La mente può funzionare solo col vecchio. Con il nuovo, la mente è completamente inutile.
Pertanto sorge paura, e lasciando il vecchio mondo comodo e sicuro, il mondo della convenienza, sorge sofferenza. È la stessa sofferenza che prova il bambino quando esce dal grembo della madre. È la stessa sofferenza che prova l'uccello quando esce dall'uovo. È la stessa sofferenza che proverà l'uccello quando per la prima volta cercherà di spiccare il volo.
La paura per l'ignoto, e la sicurezza del mondo conosciuto; l'insicurezza dello sconosciuto, l'imprevedibilità dell'ignoto, rende molto spaventati.
E poiché la trasformazione avverrà dal sé verso uno stato di non sé, l'agonia è molto profonda. Ma non puoi avere estasi senza passare attraverso l'agonia. Se l'oro vuole essere purificato, deve passare attraverso il fuoco.
L'amore è il fuoco.
Proprio perché l'amore fa soffrire, milioni di persone vivono una vita priva di amore. Anche loro soffrono, e la loro sofferenza è futile. Soffrire in amore non è soffrire invano. Soffrire in amore è creativo: ti porta a livelli di consapevolezza più elevati. Soffrire senza amore è uno spreco completamente inutile; non ti conduce da nessuna parte, ti mantiene in un circolo vizioso.
L'uomo privo d'amore è narcisista, è chiuso. Conosce solo se stesso. E quanto può conoscere se stesso se non ha conosciuto l'altro? Perché solo l'altro può funzionare da specchio. Non conoscerai mai te stesso senza conoscere l'altro. L'amore è fondamentale anche per la conoscenza di sé. La persona che non ha conosciuto l'altro in amore profondo, in una passione intensa, in completa estasi, non sarà mai in grado di conoscere se stesso, perché non avrà lo specchio per vedere il proprio riflesso.
La relazione è uno specchio, e più l'amore sarà puro, più sarà elevato, migliore sarà lo specchio, più sarà pulito. Ma l'amore più elevato richiede che tu sia aperto. L'amore più elevato richiede che tu sia vulnerabile. Devi lasciar cadere la tua armatura: questo è doloroso. Non devi stare costantemente in guardia. Devi lasciar andare la mente calcolatrice. Devi rischiare. Devi vivere pericolosamente. L'altro può farti del male; questa è la paura nell'essere vulnerabili. L'altro può respingerti; questa è la paura nell'essere innamorati.
Il riflesso del tuo essere che troverai nell'altro può essere brutto; questo crea ansia. Vuoi evitare lo specchio. Ma nell'evitare lo specchio non diventerai necessariamente bello. E evitando la situazione non crescerai affatto. Si deve affrontare il rischio.
Latifa, bisogna entrare nell'amore.
Questo è il primo passo verso Dio, e non può essere evitato con una deviazione. Coloro che cercano di evitare l'amore non raggiungeranno mai Dio. È un passo assolutamente necessario, perché si diventa consapevoli della propria totalità solo quando si è provocati dalla presenza dell'altro, quando la tua presenza viene messa in evidenza dalla presenza dell'altro, quando vieni tirato fuori dal tuo mondo narcisistico e chiuso, e portato sotto il cielo aperto.
L'amore è un cielo aperto. Essere innamorati significa volare. Ma certamente il cielo illimitato fa paura.
E lasciar cadere l'ego è molto doloroso perché ci hanno insegnato a coltivarlo. Pensiamo che l'ego sia il nostro unico tesoro. Lo abbiamo protetto, lo abbiamo abbellito, lo abbiamo continuamente lustrato, e quando l'amore bussa alla porta, l'unica cosa che serve ad innamorarsi è mettere l'ego da parte; è certamente doloroso. È il lavoro di tutta la tua vita, è tutto quello che hai prodotto: questo orribile ego, questa idea di «essere separato dall'esistenza».
Questa idea è orribile perché non è vera. Questa idea è illusoria, ma la nostra società attuale esiste, e si fonda su questa idea secondo la quale ogni persona è una persona, non una presenza.
La verità è che non vi è alcuna persona nel mondo; vi è solo presenza. Tu non esisti, non in quanto ego separato dal Tutto. Tu sei parte del Tutto. Il Tutto penetra in te, il Tutto respira in te, pulsa in te, il Tutto è la tua vita.
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