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Albania Tomassini

Baba Bedi e la sua filosofia.

Libreria Editrice Psiche, Torino, 2003.

Pp. 176, 11,00 euro.

ISBN 88-85142-66-4

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Indice

 

Introduzione
1. Il Primato della Coscienza
2. La filosofia della crescita
3. Reincarnazione, realtà o mito
4. Il nuovo movimento dell’evoluzione
5. La struttura energetica dell’uomo
6. Le tecniche di realizzazione: l’attivazione psichica
7. I talenti personali: riconoscimento ed uso
8. Le tecniche di realizzazione: la medianità
9. La vita dopo la morte
10. Le tecniche di realizzazione: il mondo dei simboli nella Contemplazione
11. Il riequilibrio energetico: la tecnica vibrazionale
12. Il riequilibrio energetico: l’azione terapeutica della Coscienza
13. Tecniche di riequilibrio: la Coscienza e le energie viventi
14. La meta finale
Conclusioni
Bibliografia


 

14. La meta finale

 

La perfezione della Coscienza illuminata è la meta finale dell’uomo.

Con queste parole, Baba Bedi rispondeva alla domanda del partecipante ad una conferenza, durante i primi anni della sua permanenza in Italia.

Un tema sviluppato, negli anni seguenti, in occasione di lezioni, conferenze, dibattiti.

La riflessione filosofica del Maestro, conduce ben presto alla ricerca delle ragioni di questo lungo processo evolutivo, che vede la forza vitale evolversi sulla Terra fino alla nascita dell’essere umano.

Seguendo il suo insegnamento è diventato inevitabile cercare una ragione più profonda, alle domande poste dalla crescita dell’uomo e delle sue forme culturali e sociali d’aggregazione.

Esse sembrano essere suscitate non solo dai bisogni immediati della sopravvivenza ma da un’urgenza più profonda, legata alla necessità di esprimere tutte le potenzialità di realizzazione.

La scoperta della Coscienza quale artefice del movimento evolutivo, consente di individuare il punto di partenza e la meta finale che accomuna in un solo afflato la multiforme espressione fisica ed energetica della vita, prima e dopo la nascita dell’esperienza umana.

Hakim Sanai (1118-1152) mistico e poeta sufi, canta con versi stupendi il sorgere ed il manifestarsi della vita:

“Egli disse:
Ero un tesoro nascosto;
La creazione è stata fatta
Affinché possiate conoscermi.”

Baba Bedi mi ha raccontato come sono nate le poesie pubblicate, successivamente, a margine di alcune conferenze o inserite nei suoi libri.

L’ispirazione poetica prende avvio quando nell’espansione della Coscienza, l’animo umano sperimenta lo stato di meraviglia.

Le parole diventano canto e la poesia è l’unica strada percorribile per esprimere l’esperienza del sentimento.

Non si tratta della fuggevole emozione, risposta che muta secondo le vicende umane, ma di un sentimento che ha la potenza del tuono e la leggerezza del volo silenzioso della farfalla.

In una delle poesie che gli ho sentito recitare, il Maestro chiede di poter camminare, come un innamorato che perde se stesso nell’amore con nelle mani, quale ciotola del mendicante, la testa priva di ragione.

Un sentimento in cui si sente palpitare il suono della realizzazione umana.

Le parole usate sono la cornice del quadro e solo molto alla lontana mostrano l’essenza dell’esperienza della perfezione. Ma poiché siamo lontani dalla meta, dobbiamo tenere conto della necessità psicologica di avere una descrizione di quel punto d’arrivo ed i maestri dello spirito che lo hanno raggiunto ci aiutano a mantenerci sulla strada nonostante i dubbi e le paure.

I loro racconti, le poesie, i trattati in cui si sono espresse le scoperte, le difficili conquiste, le gioie di questi ricercatori solitari, sono una luce preziosa per chi cammina al buio dell’ignoranza.

Il Maestro afferma che l’uomo deve realizzare la sua totalità ed essa diventa possibile quando tutti organi vibrazionali sono riconosciuti e funzionanti.

È la strada della liberazione dalla somma di complessi, frustrazioni ed inganni che ci alienano dalla nostra natura reale e ci legano in modo decisivo alle vicende della personalità che abbiamo costruito durante la crescita.

L’io si riconosce negli angusti limiti della personalità ma ne resta anche fortemente limitato.

La strada dell’espansione della Coscienza, si rivela concreta possibilità di uno sviluppo concepito con più ampio respiro.

L’individualità diviene l’armonico punto d’incontro tra la materia e lo spirito che la anima. Quando la visione cambia perché una nuova prospettiva si è imposta, allora muta anche il vivere che non è mai visto da Baba Bedi come rinuncia ma sentito piuttosto come piena adesione alla vita stessa.

Molto spesso mi ha consigliato di cercare il massimo dell’attaccamento ed anche il distacco totale.

Un’arte del vivere molto raffinata e per questo assai difficile.

In fondo, la rinuncia è ancora più facile dell’ansiosa avidità di possesso che domina l’esperienza umana.

Ma l’equilibrio dei due movimenti che si esprime nella totale aderenza alla vita e nel massimo distacco, quando sia necessario, è il capolavoro, un’opera d’arte.

Baba Bedi ha posto l’accento, in molte occasioni, su quanto sia essenziale che il comportamento morale rifletta l’armonia della bellezza.

La dimensione dell’arte è permeata dal valore morale: il terreno più fecondo per la manifestazione artistica.

In quel suo proporre un senso del vivere che sia piena adesione alla bellezza e diventi sereno distacco quando sia necessario questo mutamento, il Maestro rende visibile il senso dell’equilibrata bellezza nell’arte e ne fa un modello di vita su cui riflettere.

Vivere nella totalità quindi, guidati dai tre organi della Luce.

Una guida sicura perché essi parlano prima di tutto con la voce del cuore e solo dopo, fanno appello alla ragione che di solito è offuscata dall’emotività e perde chiarezza ed efficacia. Quale il ruolo del cuore, dal punto di vista vibrazionale?

Un ruolo chiave perché emana il sentimento della compassione e la sensibilità verso tutti gli esseri viventi che il Maestro ha chiamato, sentimento ecologico.

Sperimentando il nostro essere nel mondo, dominati dal sentimento che nasce dal cuore ed orientati dall’azione dei tre Centri vibrazionali della Luce, si rende concreta la possibilità di un vivere secondo la perfezione. Che cosa, infatti, è alla base della solidarietà che si rivolge verso gli esseri umani che soffrono?

Che cosa ci spinge a guardare al pianeta ed ai suoi abitanti non con lo sguardo del padrone che pensa a come ricavare il massimo profitto dalle sue proprietà ma come uno dei tanti ospiti che usufruisce di ciò che gli serve senza fare agli altri, soverchio danno?

L’essere guidati dalla realtà spirituale fatta di forze potenti che vivono in noi per orientarci nella direzione di un giusto sviluppo.

Se rispetti ciò che ti porta ad evolverti, riconoscerai anche la legittimità dello sviluppo altrui.

Il sentimento dell’unità di tutti gli esseri viventi è il motore che fa nascere l’esperienza della solidarietà e del rispetto verso le creature che sono più indietro nella scala evolutiva. Nasce la consapevolezza dell’identità profonda fra tutti gli esseri, scoperta nel superare il limite rappresentato dalla forma fisica per guardare oltre, nella dimensione delle energie che è il piano della realtà e dello spirito.

Allora, in effetti, il mondo cambia aspetto e svela la sua natura ed i miliardi di esseri che si sviluppano sulla sua superficie mostrano il loro vero volto, di gocce d’acqua dello stesso mare.

Difficile, a quel punto, ancorarsi alla propria superiorità. Nel cuore si accende il sentimento della fraternità, unico linguaggio possibile in un mondo devastato dalle passioni individualistiche.

Baba Bedi vede nei santi di tutte le religioni, l’incarnazione della perfezione umana.

In alcune lezioni cui ho assistito, Egli ha delineato i diversi momenti in cui si esprime l’esperienza estatica. Essi sono legati strettamente al superamento della separatività dell’io ed alla realizzazione della totalità.

Nel corso degli anni, queste lezioni sono state poi riprese in conferenze ed in varie pubblicazioni.

Ritengo che si tratti di un tentativo assai valido per gettare una luce di conoscenza su di un territorio sconosciuto che gli stessi mistici sembrano lasciare nell’oscurità. L’estasi è una condizione dell’animo sperimentata da uomini appartenenti alle religioni più diverse o vissuta anche da persone che non hanno rapporto alcuno con forme istituzionali di religiosità. Per quanto la condizione estatica presupponga un’esperienza di sé come annullamento in relazione alla facoltà percettive del corpo, si tratta di uno stato in cui la Coscienza, vigile guardiana del nostro sviluppo, espande il raggio della sua possibilità di conoscere.

Ogni esperienza estatica è un’espansione di queste potenzialità. Baba Bedi ci parla dell’estasi come un’esperienza umana universale, che inizia dallo stato di meraviglia per confluire nella coscienza dell’unità comune a tutti gli esseri viventi.

Nell’annullamento di se stesso come individuo che il mistico sente quando sperimenta l’unità del creato, il Maestro vede l’inizio di un processo che si sviluppa in nove livelli, ognuno dei quali consente una qualità più completa dell’esperienza estatica.

Il mistico giunge alla meta finale riassunta mirabilmente nella frase citata da molti santi dell’oriente e dell’occidente come suprema espressione dell’amore.

L’io sono, diventa: sei Tu.

La creatura scopre l’identità con il Creatore.

La Coscienza illuminata ha raggiunto il suo massimo livello di perfezione.

Il Maestro descrive in termini chiari ciò che il mistico sperimenta nei primi sette stadi dell’esperienza estatica ed accenna soltanto alla qualità del tutto unica degli ultimi due stadi di quella che Egli definisce con le parole: estasi divina. L’immagine che accompagna tutto l’insegnamento del Maestro, quella della Coscienza che inizia il cammino dell’individuazione avvolta dai veli oscuri della non conoscenza fino alla liberazione di tutte le sue possibilità cognitive, mi riporta alla mente due versi di J. Rumi, poeta mistico e Maestro sufi, vissuto in Asia Minore nel 1200, molto amato da Baba Bedi.

“L’intelligenza è l’ombra della verità obiettiva.
Come può l’ombra competere con la luce?”

Tutto ciò che ho imparato dal Maestro rappresenta uno stimolo ad usare pienamente le risorse di cui siamo portatori ed è ovvio che l’intelligenza rappresenta una preziosa ed indispensabile risorsa umana.

Potrebbe essere vista come lo strumento privilegiato del primo tempo dello sviluppo, ad essa si affianca con gran forza, la sensibilità che determina la nascita di uomini molto diversi, con idealità rivoluzionarie.

L’espansione dell’esperienza conoscitiva della coscienza individuale guida lo sviluppo dell’individuo ed è a sua volta guidata dalla Coscienza collettiva dell’umanità. Baba Bedi ha parlato in molte occasioni della Sorgente esoterica della conoscenza come di un complesso di forze ben consapevoli del loro compito: fornire agli uomini la conoscenza necessaria a rendere cosciente e guidato dal libero arbitrio, il loro cammino evolutivo.

Credo che in questi termini, vadano intese le lezioni del Maestro sui legami tra gli uomini che sviluppano adeguate capacità percettive e le entità che comunicano loro, in vari modi, l’orientamento che l’umanità dovrebbe seguire nella prospettiva dello sviluppo totale. Il colloquio che si realizza tra il Creatore ed il Profeta, fondatore di una nuova religione, sembra essere il luogo d’elezione dell’incontro tra il sacro ed il piano dell’umanità.

Gli effetti di questo straordinario incontro si realizzano nell’azione millenaria delle grandi religioni dell’umanità.

Baba Bedi afferma che avviene un’espansione della coscienza individuale e collettiva dell’umanità quando sia possibile per gli uomini o per alcuni di loro, diventare sensibili e comprendere ciò che entità, esistenti nella dimensione spirituale, desiderano comunicare.

Le visioni collettive ed i sogni individuali o di gruppo, proiettano immagini persuasive dello sviluppo possibile all’umanità, esse sono uno dei canali attraverso i quali queste entità che furono uomini o non lo furono mai, usano per comunicare.

Le miracolose intuizioni alla base della scoperta di nuovi rimedi per i mali dell’umanità, sembrano essere il risultato di uno sforzo che da un lato è umano ed insieme vede la presenza silenziosa di entità legate agli uomini da intenti comuni.

L’esistenza, in tutte le forme della terra e del cielo è un’unica realtà.

Tutti gli elementi di questa totalità sono in comunicazione diretta o indiretta.

La condizione del mistico che coglie l’unicità del creato, lo conduce sul piano della totalità di questa comunicazione. Questa è la situazione delineata da Baba Bedi quando, parlando dell’estasi la descrive come un progressivo ampliamento del piano della conoscenza.


 

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