Esoterismo

David Taillades

Il rito Emulation. Un'autentica via di realizzazione spirituale.

Traduzione di Fabrizio Alfieri.

Harmonia Mundi, Torino, 2016.

Pp. 112, 10,00 euro. Sconto 10%

ISBN 978-88-99734-01-05

NOVITÀ GIUGNO 2016

Descrizione

Il rito inglese di stile Emulation rappresenta una delle più rilevanti espressioni della pura tradizione libero-muratoria. Codificato nella sua attuale formulazione in seguito all’Act of Union del 1813 tra le componenti massoniche stuartiste e hannoveriane, il rito Emulation è l’emblema di un’avvenuta conciliazione tra presupposti e istanze in apparenza antinomici: preservare l’efficacia dell’operatività iniziatica, armonizzarsi alle esigenze di un’epoca in precipitosa trasformazione. David Taillades, autore di un eccezionale volume storico e simbolico sull’argomento, ora tratteggia con brevi aperçus un sintetico profilo del «metodo» Emulation; circostanziandone le prerogative intrinseche, fino a penetrare il cuore stesso di questa pratica rituale. Per ridare luce al suo deposito sacro.

Sommario:

Premessa – Presentazione del «metodo» EmulationI mezzi realizzativiInterludioI vantaggi del «metodo» EmulationAlcuni «effetti» del «metodo»Le insidie del «metodo»Una tecnica spirituale da «ritrovare» – Epilogo

Articoli, recensioni e studi critici a firma di David Taillades sono apparsi sulle riviste «La Règle d’Abraham», «Masonica» e «La Lettera G». Il chef-d’œuvre dell’autore, a oggi, è rappresentato dal volume De la franc-maçonnerie opérative au rite Émulation (Éditions Dervy, Parigi 2013).

Le rite Émulation, une authentique voie de réalisation spirituelle è stato originariamente pubblicato, ripartito in sezioni, sulla rivista svizzera «Masonica».

 

RISVOLTO

Dopo aver formulato la richiesta di essere ammesso tra i liberi-muratori, circa vent’anni fa, abbiamo incontrato alcuni Fratelli per un primo colloquio di reciproca conoscenza. È allora che ci è stato riferito di una pratica il cui testo viene appreso mnemonicamente: il rito Emulation. Qualche mese più tardi, venivamo ricevuti in una locanda, nella piena campagna francese, ove un’antica Loggia s’installa e ritira i decori a ogni tornata, com’era uso un tempo.

Il rito Emulation, eseguito a memoria da tutti i Dignitari e Ufficiali di Loggia, talora viene reputato arido per il suo carattere: nessuna tavola o discussione in tempio, soltanto un rituale, posto in atto il più rigorosamente possibile, tanto nel fraseggio quanto nella deambulazione e nella gestualità. Eppure, un libero-muratore che sia «estraneo» a questo Rito inglese, partecipandovi, resta immancabilmente colpito da questa pratica e dall’«atmosfera» che ne deriva.

Per la sua netta filiazione dagli operativi, i tagliatori di pietra, il rito Emulation non è corredato di elementi ermetici e cavallereschi, com’è invece il caso di altri Riti. Così, un iniziato che si avventuri alla scoperta del mestiere muratorio, quello che si praticava nelle corporazioni di un tempo, vedrà fino a qual punto il rituale, senza filtri o possibili equivoci, è direttamente allineato con l’Arte della costruzione. Celati nella sua pratica, potrà rinvenire alcuni segreti del mestiere: certi «tracciati regolatori» o, anche, la tecnica di rilievo di una pianta al suolo. Più ancora, avrà modo di riscoprire antiche operatività spirituali, proprie a tutte le tradizioni autentiche e tali da permettere l’accesso effettivo alla «vera» luce, quella rappresentata simbolicamente quando cade la benda dagli occhi dell’iniziato.

Il rito Emulation si svela gradualmente, con impercettibile lentezza, anni e anni di lavoro metodico, soltanto a coloro che desiderano seguire i suoi precetti con il cuore. Come ogni rito, beninteso, si tratta semplicemente di un mezzo; un veicolo per il raggiungimento di una meta. Ma conformandosi ai suoi insegnamenti, svelandone l’invito all’ascesi e praticandola, sarà davvero possibile accedere a un mondo interiore, spirituale, d’inestimabile ricchezza.

Pierre Delabaty

Mestieri d’Oriente e d’Occidente.

Traduzione a cura dei collaboratori di «Letra y Espíritu».

Harmonia Mundi, Torino, 2016.

Pp. 80, 10,00 euro. Sconto 10%

ISBN 978-88-99734-02-2

NOVITÀ GIUGNO 2016

Descrizione

Da tempo immemorabile, i mestieri rivestono un ruolo capitale nel definire qualità e aspirazioni degli esseri umani. Lo studio condotto da Pierre Delabaty intorno alle fonti documentarie orientali e occidentali predisposte alla loro regolamentazione suggerisce la possibilità di ritrovarne i princìpi ispiratori per una vera sacralizzazione del lavoro. Dotarsi di strumenti intellettuali e operativi, nella miseria degli sconvolgimenti epocali in atto, rappresenta la via maestra per liberarsi da ogni cieco fanatismo, da ogni sordido integralismo. Perseguendo una comprensione interiore, vissuta, reale. Nello spirito che deve contraddistinguerci come costruttori di pace, in quest’aiuola di mortali.

Sommario:

Premessa – Le Risâlât dei mestieri – La partecipazione all’exoterismo – La leggenda del mestiere – Il santo patrocinio e il lignaggio dei maestri del mestiere – Le regole del mestiere – I «catechismi» – Le assemblee – I riti iniziatici e d’iniziazione – La sacralizzazione di ogni atto del mestiere – Conclusioni

Métiers d’Orient et d’Occident è stato originariamente pubblicato sulla rivista francese «La Règle d’Abraham».

RISVOLTO

Gli accostamenti che possono essere fatti tra le iniziazioni basate sui mestieri, in Oriente e in Occidente, sono suscettibili d’ispirare coloro che cercano sinceramente di rivivificarli in un senso conforme alla concezione tradizionale. Iscrivendosi nella natura profonda dell’uomo e, nonostante le differenze storiche e geografiche delle sue manifestazioni, avendo questo, incontestabilmente una struttura fondamentale unica, è normale che, in circostanze simili e con intenzioni equivalenti, scienze, arti e mestieri si somiglino, talvolta fin nei dettagli, essendo unico il loro principio d’ispirazione. Pur sposando, secondo i tempi e i luoghi, la forma espressiva di tradizioni particolari, questo centro d’unione è immediatamente percepibile alla lettura dei testi occidentali e orientali che codificano i mestieri.

Il presente studio si basa principalmente, per il versante occidentale, sui documenti originati negli ambiti del Compagnonaggio e della Massoneria, dal momento che sono i più numerosi e i più completi tra quelli a nostra disposizione, e, per il versante orientale, sulle traduzioni delle cosiddette Risâlât dei mestieri che erano ancora in vigore, in alcuni paesi dell’area islamica, poche decine d’anni fa. Questi documenti provengono da regioni che si estendono dalla Turchia all’Afghanistan e al Pakistan attuali, comprendendo quel che viene chiamato futuwwah, ovvero una spiritualità legata all’azione.

Nella loro configurazione generale, i testi d’Oriente e d’Occidente volti a regolamentare i mestieri comprendono una serie d’identici elementi: obbligo di seguire la legge exoterica; riferimento a una leggenda del mestiere, ai santi patroni, ai maestri; esposizione delle regole; esistenza di catechismi; obbligo di presenza alle assemblee periodiche; riti d’iniziazione; sacralizzazione di tutta l’attività.

Auspichiamo che questo contributo a un aspetto importante della concezione tradizionale dei mestieri e alla sacralità del lavoro offra qualche spunto di riflessione a coloro la cui ricerca ha orientato in questa via.

Matthew D. J. Scanlan

La Libera Muratoria e il mistero dell’«Accettazione».
Traduzione di Fabrizio Alfieri.

Harmonia Mundi, Torino, 2016.

Pp. 144, 10,00 euro. Sconto 10%

ISBN 978-88-99734-00-8

NOVITÀ GIUGNO 2016

Descrizione

In spregio ai documenti fondatori, all’insegnamento tramandato da bocca a orecchi e a ogni logica argomentativa, si è dogmaticamente cristallizzata in certa letteratura massonica contemporanea la convinzione che la Libera Muratoria, quale via iniziatica, si configuri come una realtà segnata da una irreparabile cesura con l’antico esercizio del mestiere. Attraverso una minuziosa indagine documentale, Matthew Scanlan demolisce quell’ipotesi senza fondamenti rilevandone la pecca fatale. Così, il suo prezioso lavoro apporta tutte le testimonianze storiche a quanto già ampiamente dimostrato sul piano dottrinale da quei massoni che, in ogni epoca, mai asserviti alle correnti ideologiche dominanti, hanno scelto di essere veramente liberi.

Sommario:

Premessa – Elias Ashmole e la MassoneriaIl termine «Freemason»L’esistenza delle loggeLa Compagnia dei liberi-muratori di LondraL’«Acception» Regolamenti del MestiereIl Dr. Robert Plot Randle Holme IIILa Parola dei MassoniIl Dr. Edward StillingfleetSir Christopher Wren Conto alla rovescia verso una Grand Lodge.

Freemasonry and the Mystery of the Acception è stato originariamente pubblicato nel volume Freemasonry on both sides of the Atlantic e poi ripreso sulla rivista francese «Renaissance Traditionnelle».

Matthew Scanlan è uno storico della Libera Muratoria, collaboratore di autorevoli riviste massoniche e membro del Centro de Estudios Históricos de la Masonería Española. È stato Deputy Editor della prestigiosa «Freemason Today» (UGLE), ove ha pubblicato oltre quaranta articoli, Conference Organiser al Canonbury Masonic Research Centre e Assistant Curator presso The Library and Museum of Freemasons’ Hall. I suoi lavori sono apparsi in Europa e Nord America con Brill Publishers, Honoré Champion, Walter de Gruyter e Columbia University Press.

Risvolto

È noto che le origini della Massoneria moderna sono avvolte dal mistero. Apparentemente vi sono poche prove dell’esistenza di questo movimento prima della formazione della Grand Lodge of London and Westminster, il 24 giugno 1717, fatto salvo per la notevole eccezione di Elias Ashmole, che fu «fatto Libero Muratore» una settantina di anni prima, a Warrington nel Cheshire. Giacché abbiamo poche informazioni sugli altri membri di questa loggia, si è ritenuto per molto tempo che si trattasse di una forma precoce di realtà «speculativa», anche se trascorsero quasi quarant’anni, dopo la formazione della suddetta Grand Lodge, fino al primo impiego di questo termine.

L’espressione originale utilizzata dalle prime Constitutions massoniche del 1723 era «Libero e Accettato»; tuttavia, quest’espressione è stata ripetutamente mal compresa. Numerosi ricercatori hanno anche congegnato elaborate teorie delle origini basate su una interpretazione di questi termini, senza prima cercare di darne una definizione accurata. Knoop e Jones, nel secolo XX, hanno rilevato che ciò era in gran parte dovuto al fatto che una parte preponderante di autori considerava la Libera Muratoria «come qualcosa d’interamente a margine della storia ordinaria», un argomento estraneo alla corrente dominante della ricerca storica. Di conseguenza, si è scritto molto senza una direzione metodologica precisa. Se si vogliono comprendere meglio le origini del movimento e la sua influenza, è d’importanza centrale operare un’analisi scientifica della terminologia utilizzata dalla Massoneria moderna negli anni della sua formazione.

Questo studio si propone di studiare l’etimologia dei termini «Libero e Accettato» mettendo in rilievo una pecca fatale su cui riposa una parte rilevante della letteratura massonica e che ha alterato il modo in cui gli storiografi hanno abitualmente interpretato le radici del movimento.

Jean Barles

Storia dello scisma massonico inglese del 1717.

Edizioni PiZeta, San Donato (MI), 2000.

Pp. 356, euro 20,66. Sconto 10%

In ristampa

Jean Barles, al termine di un’onorata carriera in qualità di Ispettore Generale delle Poste Francesi, si ritira nel  1926 nel paesino di Trans-en-Provence. Appassionato di storia, scopre negli archivi comunali una ricchissima documentazione risalente al XVI secolo. Un episodio della storia di Trans lo spinge ad occuparsi dei protestanti, della loro persecuzione sotto Luigi XIV culminata con la revoca dell’Editto di Nantes (1685), del loro esodo soprattutto in Olanda e in Inghilterra. Fondata la rivista  Archivi di Trans-en-Provence, Jean Barles ha modo di pubblicare i risultati dei suoi studi. In particolare – ed è questo il contenuto della presente opera – sul turbolento periodo a cavallo fra Seicento e Settecento in Europa, con l’analisi della dissennata politica anti-protestante del Re Sole, del suo conflitto con Guglielmo di Orange e delle funeste conseguenze per la Francia. A queste vicende s’intrecciano quelle della Massoneria inglese che, secondo l’autore, venne coinvolta suo malgrado, subendo l’infiltrazione della politica e dello spirito scientifico, che determinarono una  rottura con le antiche tradizioni della venerabile confraternita. Fra i personaggi di spicco promotori dello “scisma massonico inglese”, emerge Jean-Théophile Désaguliers, figura complessa descritta  dall’autore con dovizia di particolari. Di famiglia protestante emigrata in Inghilterra a causa delle persecuzioni, Désaguliers, pastore anch’egli come il padre, scienziato, amico di Newton e membro della Royal Society, fu uno dei principali fondatori della Gran Loggia di Londra nel 1717, di cui divenne anche Gran Maestro.
Gli studi di Jean Barles (il quale sempre sottolineò la sua non  appartenenza alla Massoneria), costituiscono una ricerca preziosa per l’assoluta imparzialità di giudizio, che ebbe a meritare i lusinghieri apprezzamenti di Albert Lantoine e di René Guénon,  riportati alla fine dell’opera.

Jean Nicolas Etienne de Bock

La Santa Vehme. Storia del tribunale segreto (1801).

Edizioni PiZeta, San Donato (MI), 2002.

Pp. 160, euro 12,00. Sconto 10%

Dopo la splendida monarchia fondata da Carlomagno, con l’estinguersi della dinastia carolingia, l’autorità imperiale declinò sempre più. La corona dei Cesari passò a prìncipi sempre più deboli con il trionfo della totale anarchia. Si narra che proprio dai secoli bui attraversati dalla Germania sorgesse la mostruosa corte di giustizia detta tribunale segreto, generalmente nota come Santa Vehme. A quanto si tramanda, sembra che in origine il tribunale fosse stato fondato dallo stesso Carlomagno e composto da uomini integerrimi e senza macchia. Purtroppo col tempo il tribunale degenerò al punto da diventare un esercito di assassini. Si calcola che nel XIV e XV secolo i suoi membri – i franchi giudici – arrivassero fino a centomila e commettessero abusi e atrocità di ogni genere. Chi, colpevole o innocente, aveva la sventura di essere iscritto nel blut-buch, il libro di sangue, sarebbe caduto inevitabilmente nelle mani di questi carnefici invisibili.

Quest’opera, contributo alla storia delle società segrete, presenta una terribile ed affascinante prova dell’esistenza della tristemente famosa corte di giustizia, avvalendosi delle copiose testimonianze di giuristi e scrittori antichi. Essa è preceduta da una nota descrittiva della situazione della Germania intorno al XV secolo, tratta dalla Storia Universale di Cesare Cantù.

Antoine Fabre d’Olivet

La Lingua ebraica restituita (1815).

Edizioni PiZeta, San Donato (MI), 2002.

Pp. 700 circa, euro 50,00. Sconto 10%

Antoine Fabre d’Olivet è a tutt’oggi conosciuto solo dai cultori di teosofia, esoterismo, massoneria. Le ragioni di ciò si trovano, in parte, nel complesso percorso della sua vita, da rivoluzionario a teosofo. Nato a Ganges (Linguadoca) nel 1767 – figlio di un ricco commerciante – divenne giacobino, scrisse opere rivoluzionarie e, sembra, ebbe contatti anche con anarchici. Convertitosi alla teosofia di antica tradizione in seguito ad un incontro “miracoloso” con una donna (che egli chiama Egeria Teofania), fondò un nuovo culto, la Teodossia universale. Morì per un colpo apoplettico, nel 1825. Scrittore prolifico, tra le opere che ci sono pervenute, ricordiamo: Génie de la nation (1780), Le 14 de juillet 1789 (1789), Sage de l’Indostan (1796), Lettres à Sophie sur l’Histoire (1801), Le Troubadour, poésies occitaniques du XIII siècle (1803-1804), Les Vers Dorés de Pythagore (1813). Fra quelle rimaste a lungo inedite: Théodoxie universelle, Mes Souvenirs, La Vraie Maçonnerie et la Céleste Culture.

La Lingua ebraica restituita, pubblicata in Francia nel 1815-16, è composta dalla grammatica, dal vocabolario dei radicali, dalla traduzione dei primi dieci capitoli del Sepher di Mosè (Genesi) e da copiose note storico-critiche. In essa l’autore riprende e dà corpo alle “fantasticherie” di studiosi precedenti: dal Kircher, al Leclerc, al Fréret, al Court de Gébelin.

La Lingua ebraica restituita è un capolavoro di archeologia linguistica che pone domande su tutto il nostro patrimonio culturale e, per quello che implicava, fu subito messa all’indice dalla Chiesa, che ne impedì in tal modo la diffusione. L’opera offre infatti una rivisitazione a più livelli, tutti del massimo interesse, dalla filologia e dalla linguistica alla teosofia, tanto più che lo stesso Fabre d’Olivet, proprio a partire da questo lavoro di archeologia linguistica pervenne alla sua Teodossia universale.

Oggi, ristampata a distanza di oltre vent’anni dalla prima pubblicazione in Italia e in volume unico (in luogo degli originari tre tomi), l’opera vuole essere un contributo all’approfondimento di quella linea di ricerca che indaga sulla presenza della tradizione ebraica nella tradizione culturale occidentale. Basti pensare al peso determinante nella nostra storia di pensatori quali Spinoza, Marx, Freud, Einstein, Kafka, Walter Benjamin, Fromm, per renderci consapevoli della necessità di questa “apertura”.

Arturo Reghini

Aritmosofia.

Edizioni PiZeta, San Donato (MI), 2000.

Pp. 75, euro 10,33. Sconto 10%

Ristampa

Una serie di appunti, con regole e teoremi sui numeri che, partendo dal loro aspetto di simboli aritmetici, divengono via via gli elementi di un linguaggio iniziatico complesso.

Jean Reyor

A compimento dell’opera di René Guénon - le “Considerazioni sulla via iniziatica”.

Edizioni PiZeta, San Donato (MI), 2000.

Pp. 349, euro 25,82. Sconto 10%

Jean Reyor incontrò per la prima volta nel 1928 René Guénon, i cui scritti lo avevano conquistato alle dottrine tradizionali. Da quel momento Reyor godette della completa fiducia di Guénon, con il quale intrattenne dapprima frequenti relazioni dirette e, dopo il trasferimento di quest’ultimo al Cairo (dove morì nel 1951), regolari scambi epistolari.
A partire dal 1932 e fino al 1960, Reyor diresse la rivista Le Voile d’Isis — poi Études Traditionnelles — e divenne uno dei più autorevoli portavoce di Guénon in Francia.
La presentazione in volumi — di cui questo è il primo — degli studi pubblicati da Reyor sulle riviste Études Traditionnelles e Le Symbolisme è particolarmente opportuna perché i suoi lavori costituiscono un notevole insieme di commenti che completano utilmente l’opera di René Guénon nel più rigoroso rispetto del suo pensiero.
Dopo la pubblicazione di Aperçus sur l’initiation (considerazioni sulla via iniziatica) di Guénon, Reyor intraprese l’esame di taluni aspetti pratici contenuti in quell’opera, fornendo una risposta ai problemi sorti in coloro che aspiravano ad entrare in una via di realizzazione spirituale, in seguito al contatto con il messaggio guénoniano.
È auspicabile che l’attuale pubblicazione di questi preziosi lavori possa, come all’epoca della loro comparsa, aiutare i lettori di Guénon a dissipare certe illusioni e ad effettuare le scelte  adeguate alle aspirazioni spirituali suscitate dalla sua opera.

Jean Reyor

A compimento dell’opera di René Guénon – Massoneria e Chiesa Cattolica. Edizioni PiZeta, San Donato (MI), 2001.

Pp. 240, euro 23,24. Sconto 10%

In questo volume, il secondo della trilogia, Jean Reyor esamina e critica alcune proposte presentate da Cattolici o da Massoni per una “tregua” o una “pacificazione” fra Massoneria e Chiesa Cattolica. Infatti, dal 1738, la Massoneria è stata condannata dal Magistero di Roma, ed i Massoni scomunicati.
A partire dai  chiarimenti apportati da René Guénon in merito ai rapporti normali fra un esoterismo e l’essoterismo da cui il primo dipende, Jean Reyor mostra come il disconoscimento della specifica natura della  Chiesa Cattolica e della Massoneria contribuisca ad offuscare i giudizi e a rendere inaccettabili le soluzioni proposte per risolvere il problema degli attuali rapporti fra queste due organizzazioni  tradizionali.
In compenso, Jean Reyor contribuisce in modo determinante a chiarire il problema, precisando in particolare le basi tradizionali generali a partire dalle quali dev’essere esaminata una questione vecchia di oltre due secoli e mezzo.
Jean Reyor (1905-1988) conobbe René Guénon nel 1928, intrattenendo con lui costanti relazioni fino alla morte di questi, nel 1951. Pubblicò i  propri scritti nelle riviste Études Traditionnelles e Le Symbolisme.

Jean Reyor

A compimento dell’opera di René Guénon – Studi sull’esoterismo cristiano.
Edizioni PiZeta, San Donato (MI), 2002.

Pp. 272, euro 25,00. Sconto 10%

Il presente volume è il terzo della serie che riunisce studi ispirati all’opera di René Guénon. Il loro autore, Jean Reyor (1905-1988) è stato, dal 1932 al 1960, la persona di fiducia di Guénon per assumere la direzione della redazione di Le Voile d’Isis e di Études Traditionnelles. Questa raccolta comprende gli studi (a firma di Jean Reyor o di uno dei suoi pseudonimi) apparsi fra il 1950 ed il 1970 sulle riviste Études Traditionnelles e Le Symbolisme.

Gli argomenti presentati, imperniati sull’esoterismo cristiano, prendono le mosse da talune tracce rilevabili fin dagli albori del Cristianesimo come anche in epoche successive, in particolare in collegamento con i Templari, Dante, Dürer, il Rinascimento.

Nel volume viene ampiamente trattato il fatto che l’esoterismo cristiano è basato essenzialmente su quello ebraico e sui metodi ermeneutici tradizionali direttamente derivati dal Giudaismo, in particolare quelli messi in luce nel XIII secolo dalla cosiddetta corrente cabalistica.

Oltre ad alcune questioni relative all’Ordine del Tempio ed al suo “nucleo” esoterico, l’Ordine del Graal, vengono presentati chiarimenti e precisazioni anche in merito alla Fede Santa, ai Fedeli d’Amore, al Rosicrucianesimo, ai Cabalisti cristiani del Rinascimento.

Simon & Théophane

(Albert de Pouvourville, alias Matgioi, e Léon Champrenaud)

Gli insegnamenti segreti della Gnosi.

Edizioni PiZeta, San Donato (MI).

Pp. 96, euro 13,43. Sconto 10%

Da tempo introvabile, quest’opera espone la Gnosi come fu considerata dai neo-gnostici francesi agli inizi del '900, in particolare dagli autori (di cui il più celebre fu "Simon", ovvero il conte Albert de Pouvourville, meglio conosciuto con lo pseudonimo di "Matgioi"). Essi passano in rassegna le principali teorie della Cabala e ritengono peraltro di poter stabilire delle concordanze sia con la Massoneria sia con il Taoismo, soffermandosi soprattutto  sull’aspetto femminile della realizzazione spirituale e della Sofia. René Guénon, che fu egli stesso vescovo neo-gnostico e diresse dal 1909 al 1912 la rivista La Gnose, organo della Chiesa, si  riferì esplicitamente a quest’opera a proposito della “Tradizione [che], in realtà, ammette non solo la pluralità dei mondi abitati, ma anche la pluralità delle umanità sparse su questi mondi”  (Études sur la Franc-Maçonnerie, II, p. 297); cfr. anche Le Symbolisme de la Croix, cap. XXIV, dove l’opera è citata in nota a proposito dell’asse verticale, che collega tutti gli stati dell’essere  fra loro ed al centro dell’essere totale, “che costituisce l’elemento superiore non-incarnato dell’uomo, e che gli serve da guida attraverso le fasi dell’evoluzione universale”.

Dominique Viseux

L’apocalisse — Il suo simbolismo e la sua visione del mondo.

Edizioni PiZeta, San Donato (MI), 2001.

Pp. 248, euro 25,82. Sconto 10%

Illustrato.

L’Apocalisse di San Giovanni è uno dei testi tradizionali più  rappresentativi della tradizione occidentale, ma anche fra quelli di più ardua comprensione.
L’autore, trascurando volutamente le interpretazioni convenzionali e le facili profezie, esamina la ricca messe di simboli cogliendo sorprendenti analogie non solo con gli scritti canonici dell’Antico e del Nuovo Testamento, ma anche con testi sacri dell’Islam (Corano) e del giudaismo (Zohar), con testi apocrifi (Libro di Enoch, Apocalisse di Elia) ed opere gnostiche (Pistis Sophia).
Prendendo spunto dalla teoria dei cicli cosmici (i Manvantara  e i quattro Yuga o età del mondo della Tradizione Indù), l’autore prospetta una visione cosmogonica ed escatologica del mondo, proponendo altresì numerose riflessioni sui ‘segni dei tempi”.

Gabriele Rossetti

Il Mistero dell’Amor Platonico del Medio Evo

Archè-Edizioni PiZeta, 2004.

Pp. 1748, euro 80,00. Sconto 10%

5 tomi indivisibili.

Gabriele Rossetti [Vasto (Chieti), 28 febbraio 1783 - Londra, 26 aprile 1854] dimostrò fin dall’adolescenza talenti artistici, per cui il marchese del Vasto lo inviò a Napoli per compiere gli studi. Questi furono tuttavia interrotti a causa delle vicissitudini politiche (Ferdinando di Borbone riparò in Sicilia ed il marchese del Vasto volle seguirlo). Durante il governo di Gioacchino Murat fu librettista al Teatro San Carlo e poi preposto alla conservazione dei marmi e dei bronzi antichi del Museo Archeologico di Napoli. Dopo la restaurazione borbonica, prese parte ai moti carbonari del 1820 e, l’anno successivo, espatriò a Malta con l’aiuto dell’ammiraglio inglese Graham Moore. Rimasto due anni sull’isola, nel 1824 arrivò a Londra dove, di lì a poco, sposava Francesca Polidori, figlia di Gaetano, già segretario di Vittorio Alfieri. Nel 1831 fu nominato professore d’italiano al King’s College. Colpito successivamente da parziale cecità ed anche da paralisi, continuò indefessamente a scrivere. Morì lasciando quattro figli: Dante Gabriele, William Michael, Christina Georgina e Maria Francesca.

SOMMARIO

Parte Prima - sui misteri pagani

Capitolo I - Antica istituzione de’ Misteri Segreti e loro oggetto

Capitolo II - Difficoltà d’intendere il Linguaggio Teologico de’ Pagani

Capitolo III - Delle Sette Filosofiche, derivate dalle sacerdotali

Capitolo IV - De’ Misteri Eleusini

Capitolo V - Varj fonti onde scaturirono le Deità Pagane

Capitolo VI - Unità di Dio e immortalità dell’Anima, dottrina segreta del culto pagano

Capitolo VII - Del Cielo e dell’Inferno, e degli dei celesti ed infernali

Capitolo VIII - Di Omero e Virgilio

Capitolo IX - Di altri antichi Scrittori Pagani, così filosofi come poeti

Capitolo X - Da chi furon prodotte le Religioni Pagane

Capitolo XI - Epitome e genesi del Sistema Mitologico nel suo spirito interno ed esterno

Parte Seconda - setta de’ manichei

Capitolo I - Origine, progresso, fine e mezzi della Setta de’ Manichei

Capitolo II - De’ Trovatori di Lingua d’Oc, e de’ Trovieri di Lingua d’Oil

Capitolo III - Breve cenno sulle Corti d’Amore
Capitolo IV - Propaganda de’ Trovatori

Parte Terza - poesia italiana

Capitolo I - Federico Secondo, fautor di Patarini e Trovatori, primo cantor d’Amore in Italia

Capitolo II - Carattere della Poesia Italiana nel suo primo periodo

Capitolo III - Di Guido Guinicelli e della sua Donna

Capitolo IV - Della Donna Mistica

Capitolo V - Del Nascere a Vita Nuova

Capitolo VI - Dell’Amor Platonico

Capitolo VII - Delle Chiavi del Gergo

Capitolo VIII - Del Terzo Cielo

Capitolo IX - Opinioni settarie e Società Segrete del Medio Evo

Capitolo X - Del Gergo de’ Manichei

Capitolo XI - Della società de’ Liberi Muratori: opinioni de’ suoi scrittori intorno alla sua origine

Capitolo XII - Componimenti antichi, in gergo architettonico ed amatorio

Capitolo XIII - Petrarca e Laura

Capitolo XIV - Rigori di Roma

Capitolo XV - In qual concetto fu tenuto Dante e ’l suo Poema dalla Chiesa di Roma

Capitolo XVI - Cambiamento del Gergo di erotico in drammatico

Capitolo Ultimo - Misticismo della Divina Commedia

Conclusione - Esame delle principali Critiche fatte al Presente Sistema d’Interpretare

David Gattegno

René Guénon. La sua vita, il suo pensiero

Edizioni L'Età dell'Acquario, Torino, 2006

Pp. 201, 18,50 euro. Sconto 10%

ISBN 88-7136-241-1

 

 

 

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