Frithjof Schuon, Martin Lings e il «Pensiero Tradizionale»

Frithjof Schuon

Comprendere l’Islam.

Edizioni PiZeta, San Donato (MI), 2004.

pp. 192, euro 12,00. Sconto 10%

Frithjof Schuon – “il grande metafisico del XX secolo”, nell’ormai nota definizione di Jean Biès – da quando è apparso, nel 1961, si è diffuso in un breve lasso di tempo in tutto il mondo, tradotto in inglese, tedesco, spagnolo, italiano, portoghese, arabo, turco, persiano, giavanese… Come viene spiegato nella prefazione del libro, l’intenzione dell’autore scrivendolo «non consiste tanto nel descrivere l’Islam quanto nello spiegare perché i Musulmani vi credano; … quello a cui miriamo … è in definitiva la scientia sacra o la philosophia perennis, la gnosi universale che è sempre stata e sempre sarà». E appunto tale disegno «meglio di tutte le abbondanti produzioni degli islamisti, aiuta a “comprendere l’Islam” in profondità e a coglierne la verità intrinseca», secondo la recensione di R. Du Pasquier (Études Traditionnelles, n. 365, maggio-giugno 1961). Ripubblicandolo, quasi trent’anni dopo la sua prima traduzione in lingua italiana, abbiamo creduto di fare cosa gradita ai lettori vecchi e nuovi: proponendone, ai primi, la rilettura in un’edizione riveduta e arricchita di pagine pregnanti relative alla Sunna, e per far conoscere, ai secondi, l’Islam nella sua essenza e nella sua purezza originaria, mostrando loro tutti i punti d’incontro che esso ha con altre prospettive tradizionali; e ciò fuori delle condizioni effimere della storia e lontano dagli accadimenti umani generati da circostanze che a volte, seppure in modo inconsapevole, possono velarne e spostarne – agli occhi dei più – il messaggio provvidenzialmente voluto.

Frithjof Schuon nasce a Basilea il 18 giugno 1907, da genitori di origine germanica e alsaziana. Già in gioventù trova la sua vocazione nella metafisica, nella spiritualità, nella religione. Coltiva lo studio dei filosofi, particolarmente di Platone, ma soprattutto legge e medita la Bhagavadgîtâ, s’immerge nel Vedânta e impara l’arabo. Profondamente vedantico, nel corso di numerosissimi viaggi – sempre orientati a incontri con rappresentanti delle varie religioni, o alla visita di luoghi d’arte e di spiritualità del passato – approfondisce e s’impadronisce di tutte le religioni per coglierne l’unità soggiacente, quella sophia perennis di cui è autorevole interprete.

Martin Lings
Antiche fedi e moderne superstizioni.

Titolo originale: Ancient Beliefs and Modern Superstitions (Perennial Books, Londra, 1964).
Il leone verde Edizioni, Torino, 2002.

Pp. 99, euro 12,00. Sconto 10%

ISBN 88-87139-44-X

Una formidabile introduzione al Pensiero Tradizionale: ecco come si può definire questo splendido saggio che avvicina il lettore alla prospettiva tradizionale in modo preciso, circostanziato e garbato.
I cicli della storia dell’uomo, la sua costituzione spirituale, le moderne credenze nell’evoluzione, i cambiamenti nelle religioni, sono solo alcuni dei grandi temi che vengono discussi in termini insolitamente semplici e accessibili al non specialista. Veramente straordinaria è la capacità dell’Autore di accostarsi, sviluppare e offrire al lettore la sapienza senza tempo, che ha permeato - all’infuori di quella moderna - tutte le società e tutte le religioni.

Martin Lings
Il Profeta Muhammad.
La sua vita secondo le fonti più antiche.

Titolo originale: Muhammad: His Life Based on the Earliest Sources (Allen & Unwin, Londra, 1983).
Il leone verde Edizioni, Torino, 2004.

Pp. 376, euro 25,00. Sconto 10%

Dal risvolto di copertina:

La vita di Muhammad, di Martin Lings, è diversa da tutte le altre apparse finora: di gran lunga la più importante e autorevole biografia del Profeta, scritta da un autore occidentale per lettori occidentali, e molto attesa in Italia. Basata su fonti arabe dell’ottavo e nono secolo, delle quali alcuni passi importanti vengono qui tradotti per la prima volta, essa deve la sua freschezza e immediatezza di approccio alle parole di uomini e donne che udirono parlare Muhammad e che furono testimoni degli eventi della sua vita. Martin Lings ha un insolito dono per la narrativa; egli ha adottato uno stile estremamente scorrevole, che riflette e la semplicità e la grandezza della storia. Il risultato è un libro che sarà letto con ugual piacere sia da chi ha già familiarità con la vita di Muhammad, sia da quanti vi si accostano per la prima volta.Tradotto in lingue che solo in Europa spaziano dal bosniaco allo svedese, è considerato una vera pietra miliare nella letteratura storiografica/religiosa riguardante l'Islam.
Martin Lings si è diplomato in Lingua e letteratura inglese all’Università di Oxford. È stato lettore, soprattutto di Shakespeare, per dodici anni all’Università del Cairo. Nel 1952 tornò in Inghilterra e si diplomò in lingua e letteratura araba all’Università di Londra. Dal 1970 al 1973 fu curatore dei manoscritti orientali al British Museum dove, fin dal 1965, si era in particolar modo occupato dei manoscritti arabi. Tra i suoi numerosi scritti, oltre alle tre opere sul misticismo islamico, che sono state pubblicate in molte lingue, ricordiamo Shakespeare in the light of Sacred Art, Ancient Beliefs and Modern Superstitions (ed.it. Antiche fedi e moderne superstizioni, Il leone verde 2002), Symbol and Archetype,The Eleventh Hour, due volumi di poesie e il volume, splendidamente illustrato, Quranic Arts of Calligraphy and Illumination. È anche autore di numerosi articoli per le riviste Studies in Comparative Religion e The Islamic Quarterly, come pure per The New Encyclopaedia of Islam e per la Encyclopaedia Britannica.

 

 

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